Torta Mimosa ricetta originale, il motivo per cui il risultato non è mai come in pasticceria

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Maria

Torta mimosa ricetta originale tagliata con strati di pan di Spagna e crema diplomatica, servita su alzatina con rametto di mimosa

La torta mimosa ha un pan di Spagna tagliato in tre strati, una crema diplomatica che è il mix tra crema pasticcera e panna montata e quei cubetti di pasta irregolari sulla superficie che le danno l'aspetto della mimosa. Fin qui sembra semplice, ma c'è un motivo preciso se quella fatta a casa non somiglia quasi mai a quella della pasticceria.

Gli ingredienti della torta mimosa nella ricetta originale

Prima di entrare nei dettagli, ecco tutto quello che serve. Le dosi sono per una tortiera da 24 cm, che è la misura più diffusa e quella su cui sono calibrate le proporzioni classiche. Se usi una teglia da 22 o da 26, cambiano i tempi di cottura e lo spessore degli strati, quindi cerca di restare su questa misura.

ComponenteIngredientiQuantità
Pan di SpagnaUova intere6
Pan di SpagnaZucchero semolato180 g
Pan di SpagnaFarina 00180 g
Pan di SpagnaScorza di limone grattugiata1 limone
Crema pasticceraLatte intero500 ml
Crema pasticceraTuorli4
Crema pasticceraZucchero120 g
Crema pasticceraAmido di mais40 g
Crema pasticceraVaniglia (bacca o estratto)1
Crema diplomaticaPanna fresca (35% grassi)250 ml
BagnaAcqua150 ml
BagnaZucchero80 g
BagnaLiquore (Grand Marnier o Strega)40 ml

Una nota sul liquore: la ricetta originale napoletana usa lo Strega, mentre molte pasticcerie del centro-nord preferiscono il Grand Marnier. Entrambe le versioni sono legittime. L'importante è non saltare la bagna, che è uno dei punti dove si gioca la riuscita della torta.

Il pan di Spagna: dove iniziano i problemi

Il pan di Spagna della mimosa non è un generico pan di Spagna. Deve essere alto almeno 6 cm per poterlo dividere in tre dischi e ricavare i cubetti dalla parte che avanzi. Qui c'è il primo scoglio: la maggior parte delle ricette domestiche produce un pan di Spagna da 3 o 4 cm, che non basta.

Per arrivare a quell'altezza servono 6 uova, non 4. E serve montarle nel modo giusto: uova intere con lo zucchero, a velocità media per almeno 15 minuti con le fruste elettriche. Non 5 minuti, non 10. Quindici. Il composto deve triplicare di volume e diventare così gonfio che quando sollevi le fruste il nastro che ricade resta visibile per qualche secondo prima di riassorbirsi. Quel nastro è il segnale che hai incorporato abbastanza aria.

La farina va setacciata due volte e aggiunta in tre riprese, mescolando dal basso verso l'alto con una spatola. Mai con le fruste, mai con il cucchiaio. Il movimento è sempre lo stesso: spatola che scende sul fondo, raccoglie e porta su. Se mescoli in modo circolare, smonti le bolle d'aria che hai creato in quei 15 minuti e ti ritrovi con un disco basso e gommoso.

La cottura è a 170 gradi in forno statico, per circa 35-40 minuti. Il forno ventilato tende a creare una crosta esterna troppo spessa e ad asciugare la pasta. Se hai solo il ventilato, abbassa a 155 gradi e tieni d'occhio. Lo stecchino deve uscire asciutto ma la superficie non deve essere scura. Un pan di Spagna troppo cotto si sbriciola quando lo tagli in strati e non assorbe la bagna come dovrebbe.

La crema diplomatica e il suo equilibrio

La crema diplomatica è semplicemente crema pasticcera mescolata con panna montata. Ma quel "semplicemente" nasconde un paio di trappole. La crema pasticcera deve essere fredda, completamente fredda, prima di unire la panna. Se è ancora tiepida, la panna si smonta e la crema finale risulta liquida. La torta poi cola da tutte le parti quando la tagli.

Quando prepari la crema pasticcera, cuocila fino a quando bolle per almeno un minuto dopo il primo bollore. Quel minuto serve a cuocere l'amido completamente: se lo salti, la crema avrà un retrogusto farinoso e una consistenza instabile che peggiora nelle ore successive. Appena tolta dal fuoco, versala in una teglia bassa e coprila con pellicola a contatto, cioè la pellicola che tocca la superficie della crema. Questo evita che si formi la pellicina e accelera il raffreddamento.

La panna va montata ferma ma non burrosa. Appena le fruste iniziano a lasciare dei solchi che restano, fermati. Se vai oltre, la panna diventa granulosa. La proporzione classica è metà e metà in peso rispetto alla crema pasticcera, ma in questa ricetta la panna è leggermente meno perché la torta mimosa deve avere una crema che tiene la struttura, non una mousse leggera che si schiaccia sotto il peso dei cubetti.

La bagna: quello che fa la differenza vera

La bagna è il punto dove si separa la torta mimosa da pasticceria da quella casalinga. In casa si tende a bagnare poco per paura di inzuppare troppo. In pasticceria si bagna molto, ma in modo uniforme. Il segreto è tutto lì.

Prepara uno sciroppo con acqua e zucchero, porta a bollore, spegni e aggiungi il liquore a freddo. Se lo aggiungi con lo sciroppo ancora caldo, l'alcol evapora e perdi l'aroma. Usa un pennello da cucina largo oppure un cucchiaio, distribuendo la bagna su tutta la superficie di ogni disco. Non solo al centro, non solo ai bordi: ovunque, in modo regolare. Ogni disco deve assorbire circa un terzo della bagna totale.

Un pan di Spagna ben fatto assorbe la bagna senza diventare una spugna, perché la struttura alveolata trattiene il liquido dentro le bolle d'aria. Se il tuo pan di Spagna è compatto e poco lievitato, la bagna resta in superficie e il risultato è un fondo bagnato e un centro asciutto.

Il montaggio e quei cubetti sulla superficie

Taglia il pan di Spagna in tre dischi orizzontali. Dal disco centrale e dai ritagli laterali ricava dei cubetti di circa 1,5 cm di lato. Non serve che siano regolari: anzi, l'effetto mimosa viene meglio se sono un po' irregolari. Metti da parte i cubetti.

Il montaggio segue questo ordine: primo disco, bagna, strato abbondante di crema diplomatica, secondo disco, bagna, altra crema, terzo disco sopra, bagna sull'ultimo strato. A questo punto copri tutta la superficie esterna con uno strato sottile di crema e poi premi i cubetti su tutta la torta, anche sui fianchi. I cubetti vanno premuti delicatamente sulla crema esterna, che funziona da collante.

In pasticceria i cubetti di pan di Spagna vengono spesso passati rapidamente nella bagna prima di essere applicati. Questo li rende morbidi e aromatici anche all'esterno. A casa quasi nessuno lo fa e il risultato è una superficie di cubetti secchi che contrastano con l'interno morbido. Se vuoi quel risultato da vetrina, bagna anche i cubetti, con parsimonia.

Perché quella della pasticceria è diversa

Il divario tra casa e pasticceria sulla torta mimosa si concentra su tre cose. La prima è la quantità di bagna: i pasticceri non hanno paura di bagnare e questo rende la torta umida e profumata in ogni punto. La seconda è la temperatura: in pasticceria la torta riposa in frigorifero per almeno 6 ore, spesso tutta la notte, prima di essere servita. Quel riposo permette alla crema di rassodare e ai sapori di amalgamarsi.

La terza è la qualità della crema pasticcera. In pasticceria si usa la bacca di vaniglia, non l'aroma. Si usa latte intero fresco, non a lunga conservazione. Queste differenze si sentono, soprattutto in un dolce dove la crema è la protagonista assoluta e non c'è cioccolato o frutta a mascherare una base poco saporita.

Un ultimo dettaglio che cambia tutto: la torta mimosa va mangiata fredda di frigorifero, non a temperatura ambiente. Tirata fuori mezz'ora prima al massimo. La crema diplomatica a temperatura ambiente perde consistenza, i cubetti si ammosciano e la struttura cede. Quel senso di freschezza al palato, con la crema che tiene e il pan di Spagna morbido e profumato, lo ottieni solo se la torta è ben fredda.

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Maria

Appassionata di cucina da sempre, in cucina ci sto bene e si vede. Sperimento, sbaglio, riprovo e quando una ricetta funziona la scrivo qui. Dalle ricette della domenica ai piatti salvacena del mercoledì sera, non mi tiro indietro davanti a niente.